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FdI. Lingua italiana in Ue, Rampelli: dopo Brexit abrogare inglese dagli atti ufficiali. Potenziare l’italiano, lingua fondatrice dell’Ue

Fratelli d’Italia, si riporta di seguito il nuovo articolo/comunicato pubblicato sul sito ufficiale.

“Dopo la Brexit l’inglese non ha più motivo di essere considerata la lingua principale delle istituzioni europee – si apprende dalla nota stampa. Tuttavia, viene usato ancora come strumento ufficiale per le comunicazioni e il lavoro – aggiunge testualmente l’articolo online. Il governo Draghi s’impegni affinché l’italiano, lingua della Nazione appartenente al nucleo dei primi Stati fondatori dell’Unione europea, sia l’idioma veicolare usato in tutti gli atti e occasioni – precisa la nota online. Attualmente lo sono l’inglese, il francese e il tedesco – recita il testo pubblicato online. L’italiano deve essere lingua di primo rango come le altre tre visto che tuttora è la quarta lingua più studiata al mondo e, come per il francese e il tedesco, deve avere il trattamento partitario perché il suo ruolo è stato fondamentale nella costruzione dell’Unione Europea e dell’Europa stessa, essendo la lingua figlia diretta del latino”.È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia – si legge sul sito web ufficiale.

E’ quanto si legge in un comunicato diffuso, in giornata, da Fratelli d’Italia nella sezione Notizie del proprio sito ufficiale. Il contenuto della nota, della quale si riporta testualmente nel presente articolo il contenuto completo, e’ stato divulgato alle ore 16, mediante il sito internet ufficiale di Fratelli d’Italia, attraverso il quale e’ stata data diffusione alla notizia. Fonte della nota riportata: fratelli-italia.it

 

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